La Valle Camonica è un microcosmo colmo di beni culturali.

La Valle Camonica è un microcosmo colmo di beni culturali, tanto da essere considerata uno dei territori della Lombardia, delle Alpi, dell’Italia tra i più ricchi.

La preistoria annovera centinaia di migliaia di incisioni rupestri che costituiscono il più grande patrimonio di arte rupestre al mondo, tanto da far divenire la Valle Camonica il primo sito UNESCO in Italia e di siti archeologici; la romanità ha lasciato imponenti vestigia soprattutto a Breno (tempio di Minerva), e a Cividate Camuno dove, nella città romana sono conservati tra l’altro i resti del teatro e anfiteatro.

Del medioevo si sono conservati borghi, torri e castelli, oltre a bellissime chiese come la Pieve romanica di S. Siro a Cemmo di Capodiponte ed il monastero cluniacense di S. Salvatore.

Numerosissimi sono i cicli pittorici del rinascimento, tra i quali quelli di Giovan Pietro da Cemmo e di Girolamo Romanino, distribuiti un poco in tutta la Valle ed in particolare a Pisogne sul Lago d’iseo, a Bienno nella Valle dei Magli, a Ossimo e in ogni chiesa della Valle.

Opere lignee di A. Fantoni e Beniamino Simoni, come la Via Crucis di Cerveno ed altre innumerevoli nelle belle chiese dell’Alta Valle, non sono solo arte di altissimo livello, ma testimoni della profonda religiosità che da sempre ha caratterizzato la gente della Valle Camonica.

Beni culturali sono anche le antiche tradizioni che si perpetuano ogni anno, le attività artigianali del legno e del ferro e le vestigia della Grande Guerra che ha visto la testata della Valle come prima linea e i ghiacciai dell’Adamello l’ambiente gelido e immacolato nel quale per lunghi tre anni si è combattuta una guerra assurda.

 

Il tutto in un ambiente naturale suggestivo, tra laghi e montagne altissime, e tra il Parco Nazionale dello Stelvio e quello Regionale dell’Adamello.

 

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Pontedilegno e la grande guerra

 

Il confine austro-ungarico correva lungo le creste delle montagne di Pontedilegno, costituendo la prima linea della Grande Guerra.

Il primo agosto 1915 l’autorità militare ordinò lo sgombero totale degli abitanti di Pontedilegno che si rifugiarono in gran parte presso le località limitrofe al paese in zone meno esposte al tiro avversario.

Il 27 settembre 1917 il paese venne bombardato dagli austriaci e totalmente distrutto.

Ricostruito ed inaugurato con la presenza del Re il 3 settembre 1922, oggi conserva ancora i segni della tragedia della grande guerra, riconoscibili in siti restaurati in località Montozzo, a Passo Lagoscuro, al Corno d’Aola ed in tutte le località di confine che conservano postazioni di guardia, osservatori, trincee, case matte e piccoli insediamenti.

In particolare il territorio conserva il segno della memoria più importante: il Sacrario di Passo Tonale, al confine con l’attuale Trentino, che accoglie le spoglie di circa 800 combattenti, caduti sulle nostre montagne.

 

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